ASMA GRAVE

REMISSIONE DI ASMA: LA PROSSIMA FRONTIERA TERAPEUTICA

La maggior parte delle discussioni relative agli obiettivi del trattamento dell'asma bronchiale ruota intorno al controllo della malattia e poca attenzione viene rivolta alla remissione come obiettivo terapeutico raggiungibile. Tale atteggiamento è in contrasto con altre malattie infiammatorie come ad esempio l'artrite reumatoide in cui la remissione viene spesso discussa ed ha criteri ben definiti; la remissione della artrite reumatoide è stato dimostrato essere associata ad una prognosi favorevole a lungo termine nel senso che i pazienti che hanno raggiunto uno stato di remissione mostrano minor deterioramento funzionale e minor danno progressivo alle articolazioni sul lungo periodo. Remissione non significa guarigione, dato che nei pazienti in remissione clinica si possono verificare recidive.

Nell’asma, la remissione clinica viene comunemente definita come assenza di sintomi di asma per un prolungato periodo di tempo senza necessità di trattamento, cioè senza assunzione di farmaci antiasmatici. In coloro che sviluppano solo un controllo sintomatico dell’asma, rimangono comuni anomalie fisiologiche persistenti e infiammazione delle vie aeree. C’è quindi la chiara necessità di sviluppare una definizione precisa, accettata e condivisa a livello internazionale, di remissione dell’asma bronchiale, da poter utilizzare come obiettivo terapeutico negli studi sui nuovi trattamenti per l’asma.
La remissione spontanea, anche se temporanea, dei sintomi di asma è relativamente comune, specialmente durante l’adolescenza. E’ più comune nei maschi, in coloro che hanno una sintomatologia lieve con funzione polmonare normale e può essere legata ad una fisiologica evoluzione del sistema immunitario. La remissione è invece meno probabile nelle decadi successive e nell’asma grave. Rimane però sempre un rischio di ricomparsa dei sintomi e ad oggi vi sono limitate evidenze scientifiche che le terapie disponibili siano in grado di indurre remissione dell’asma.
Sebbene gli steroidi inalatori siano in generale una terapia efficace nell’asma (dato che riducono la sintomatologia, prevengono le esacerbazioni e migliorano la funzionalità polmonare e la responsività delle vie aeree) è comunque ampiamente riconosciuto che essi non hanno alcun effetto duraturo una volta interrotta la terapia.
Il controllo dell’asma è ulteriormente migliorato negli ultimi anni grazie all’introduzione della terapia combinata di steroidi inalatori + b2 agonisti a lunga durata d’azione, ma sono necessari studi a lungo termine riguardanti l’aspetto della remissione.
L’immunoterapia (iniettiva e sublinguale) può indurre una remissione clinica prolungata nella rinite allergica tuttavia non ci sono ancora evidenze sulla remissione dell’asma.

La rivoluzione in biologia molecolare e cellulare nell’ultimo ventennio ha portato alla scoperta di nuovi bersagli terapeutici nell’asma. Ad oggi, in molti paesi, è disponibile l’anticorpo monoclonale anti IgE (omalizumab) come trattamento dell’asma grave. È stato dimostrato che omalizumab è in grado di ridurre significativamente la frequenza di esacerbazioni di asma e la necessità di utilizzare gli steroidi. Omalizumab inoltre migliora l’efficacia e la sicurezza dell’immunoterapia iniettiva. Studi a breve termine suggeriscono che i sintomi dell’asma solitamente ritornano dopo l’interruzione di questa terapia, ma sono in corso studi per valutare se la terapia a lungo termine con omalizumab possa indurre remissione dell’asma.

  • John W. Upham, Alan L. James
  • Accepted Manuscript - Pharmacology and Therapeutics