Maggio 2016

“LE INTOLLERANZE ALIMENTARI NON ESISTONO”

Il titolo apparso sul World Allergy Organization Journal intende spronare alla riflessione su un argomento spesso affrontato in modo caotico e superficiale.

Le intolleranze alimentari esistono, nessuno lo nega. Ma la provocazione lanciata dal World Allergy Organization Journal, che recentemente ha titolato un articolo “food intolerance does exist”, ha centrato l’obiettivo: mettere un po’ d’ordine nel caos che regna sull’argomento.

Per cominciare, è necessario ricordare che le parole sono importanti, soprattutto in medicina e, partendo da questo presupposto, sottolineare che allergia e intolleranza sono due “fenomeni” ben diversi. La prima coinvolge il sistema immunitario e la sua risposta smodata verso agenti che recepisce al pari di una minaccia - i cosiddetti allergeni - per l’organismo, il quale risponde con la produzione di anticorpi; questi, scontrandosi con gli allergeni, scatenano una battaglia a colpi d’istamina (mediatore dell’infiammazione) che provoca la reazione allergica, con effetti che possono essere persino letali. L’intolleranza, invece, non interessa il sistema immunitario, non è altrettanto pericolosa: avviene semplicemente a causa dell’incapacità a digerire determinati alimenti.

Queste due differenze portano ad una conclusione: in caso di allergia, la sostanza “incriminata” deve essere completamente eliminata dalla dieta; mentre se si è intolleranti ad alcuni alimenti, è sufficiente assumerli in quantità limitate (a meno che non si tratti di glutine o solfito).

Aggiungiamo che le allergie alimentari sono in aumento, tuttavia la loro incidenza è minore rispetto a quanto si creda. Le intolleranze sono decisamente più diffuse, comuni, ma non devono generare allarmismi.

Nell’articolo citato inizialmente, l’autore Y. Vandenplas, parla appunto della tendenza di medici e pazienti a confondere l’ipersensibilità verso alcune sostanze, con l’intolleranza e l’allergia. La sua proposta è quella di denominare “sintomi correlati ad alimenti” i casi in cui si manifestino effetti lievi dopo l’assunzione di alcuni cibi; mentre le allergie e le intolleranze devono essere diagnosticate dopo gli opportuni test clinici. Mai prima.

A suo parere, oggi si tende a trarre conclusioni senza una diagnosi definiva e il risultato è quello di creare malati in assenza di malattia e di modificare l’usuale dieta quando non sarebbe necessario. La conclusione: La definizione "Sintomo correlato ad alimenti" deve essere usata in ogni paziente in cui il meccanismo fisiopatologico non sia chiaro. Per “intolleranza” s’intende un malassorbimento dei cibi che provoca sintomi. “Allergia” deve essere usato solo quando il sistema immunitario è coinvolto.

L’articolo “food intolerance does exist” di Y. Vandenplas può essere letto integralmente a questo link