Ottobre 2016

Problemi con il glutine? Non è detto che sia celiachia

Panoramica dei disturbi legate all’assunzione del glutine

Si fa presto a dire celiachia, ma non sempre i disturbi riconducibili all’assunzione di glutine sono conseguenti a questa patologia che, tuttavia, pare essere sempre più diffusa.
Il grano è uno degli alimenti più consumati nel mondo, ovviamente dopo essere stato trasformato in vari prodotti da forno, pasta e farine che in vari modi diventano ingredienti di numerose ricette.
E se, fino a non molti anni fa, i Paesi asiatici tendevano a “ignorare” questo alimento, a favore del riso, oggi è entrato anche nelle loro abitudini alimentari: celiachia, altre forme di “intolleranza” e allergia al grano sono arrivate in quella porzione di mondo che ne sembrava immune, ma solo in virtù di una dieta peculiare.

Le forme d’intolleranza e allergia al grano sono molteplici

Le diagnosi di celiachia sono in continuo aumento, ma è sbagliato pensare di esserne vittima alla comparsa dei classici sintomi. Perché, anche se i segnali d’allarme sono perlopiù compatibili con questa patologia, attualmente sono state classificate varie altre forme cliniche conseguenti all'ingestione di grano e cereali. Anticipiamo che la cura è comunque una sola, ossia eliminare il glutine dalla dieta, ma in alcuni casi è necessario farlo per un periodo di tempo limitato e non a vita come nel caso della celiachia.

L’allergia a grano e frumento

La sensibilizzazione allergica nei confronti dei cereali di solito provoca reazioni di tipo respiratorio (in seguito all'inalazione di polveri e farine) ed è anche nota con il nome di “asma del panettiere”. Le riniti e l’asma causate dall’inalazione di grano e cerali (sotto forma di farine e polveri), sono state osservate da uno studio polacco nel 4,2% degli apprendisti fornai dopo un anno di attività, e nell’8,6% dopo due anni.
Una curiosità: l’allergia al frumento è riconosciuta fino dai tempi dell’Impero Romano.
Come in tutte le allergie viene coinvolto e attivato il sistema immunitario.
In caso di ingestione alimentare le manifestazioni cliniche possono, in alcuni casi, essere scatenate anche dall'esercizio fisico eseguito dopo mangiato e possono variare dall'orticaria allo shock anafilattico che può condurre, come noto, a esiti fatali.
Appositi test allergologici (test cutanei e test di laboratorio) danno una risposta esaustiva ad eventuali dubbi su tale patologia.

Celiachia

Non si tratta di una vera allergia (anche se è coinvolto il sistema immunitario) ma viene tradizionalmente definita (quindi, forse, impropriamente) come “intolleranza al glutine”. La reazione immunologica all'ingestione di glutine è permanente, il che significa che il celiaco non potrà assumere alimenti contenenti glutine (anche in minime quantità) per tutta la vita.
L’insorgenza dei sintomi è solitamente graduale e caratterizzata da un tempo di latenza di mesi dopo l’introduzione di glutine nella dieta.
La celiachia è uno dei disturbi più comuni in Europa, nel Nord e Sud America e in Australia, e colpisce circa 1 persona su 100.
Cosa si verifica nella celiachia? L'ingestione di cereali (contenenti glutine) attiva una reazione a livello dell'intestino tenue che, con il tempo, diventa un’infiammazione cronica: l’assorbimento delle sostanze nutritive si riduce sempre di più determinando fenomeni di malassorbimento e  malnutrizione.
In molte persone la malattia decorre in modo silente (senza sintomi).
Di norma si manifesta nell’infanzia, dopo lo svezzamento, ma può comparire a ogni età.
Nei bambini, se non diagnosticata, può provocare disturbi della crescita.

La sintomatologia classica e conclamata e caratterizzata da:

  • Gonfiore addominale,
  • Dolore addominale,
  • Diarrea;
  • Vomito;
  • Dimagrimento;
  • Stanchezza acuta e generalizzata;
  • Mal di testa;
  • Anemia, osteoporosi, disturbi neurologici conseguenti alla malnutrizione

Alcuni studi indicano che esiste una prevalenza di celiachia in soggetti affetti da malattie autoimmuni, diabete di tipo 1 e patologie della tiroide.

Per ottenere una diagnosi di celiachia, si effettuano analisi del sangue per evidenziare gli specifici anticorpi. Successivamente si può procedere, a discrezione del medico, a un prelievo di tessuto (biopsia) dell’intestino tenue che conferma la presenza di questo disturbo.

Sensibilità al glutine non celiaca

In questi casi alcune persone riferiscono un senso soggettivo di disagio in seguito ad ingestione di alimenti contenenti glutine (pane e pasta) e un notevole miglioramento se adottano una dieta senza glutine.  In questi casi i test allergologici e i test per per la celiachia sono negativi. Si pensa di essere celiaci e non lo si è. 
Per esclusione si parla di sensibilità al glutine non celiaca (gluten sensitivity).
A differenza dei celiaci, in questi casi la mucosa dell'intestino tenue non presenta alcuna anomalia ed ha una struttura conservata.
I sintomi sono svariati con una prevalenza di disturbi extra intestinali: cambiamenti nel tono dell’umore e comportamentali, dolori ossei o articolari, dolori muscolari, perdita di peso. mal di testa, nausea, affaticamento cronico.

Come sapere se si soffre di sensibilità al glutine?

E' bene comunque affidarsi ad un medico per escludere la diagnosi di celiachia e di allergia ai cereali. Possono essere utili le diete di esclusione e reintroduzione ma bisogna tenere conto che a volte il problema non è in quello che viene ingerito ma nelle condizioni funzionali dell'intestino, magari alterate da meccanismi di tipo irritativo aspecifico e probabilmente è per questo che diversi individui hanno sintomi transitori che regrediscono dopo un periodo di dieta senza glutine.