Marzo 2018

Asma, adolescenti, sport e genitori

L’attività fisica è importantissima per i bambini e i ragazzi asmatici, anche se spesso scatenano i sintomi dell’asma. Solo poche discipline, e alcune condizioni sfavorevoli, sono da evitare.

L’esercizio fisico rappresenta spesso una causa (talvolta l’unica) di asma bronchiale in bambini e adolescenti. Tali crisi di broncospasmo, che caratteristicamente si verificano a pochi minuti dalla fine di un esercizio fisico e tendono a risolversi spontaneamente in meno di un’ora, possono determinare, se non gestite in modo ottimale, una riduzione dell’attività fisica del bambino stesso. In asmatici non compensati da una corretta terapia le crisi di broncospasmo possono insorgere anche durante l’esercizio fisico.

Sport consigliati e sport da evitare per gli asmatici

In realtà quasi tutti gli sport (aerobi e misti anaerobi-aerobi), favorendo la coordinazione respiratoria e riducendo la ventilazione a parità di sforzo, possono essere indicati negli asmatici. Solo alcuni, sono altamente sconsigliati o comunque devono essere attentamente valutati caso per caso:

  • Deltaplano
  • Motociclismo
  • Paracadutismo
  • Alpinismo in alta quota e in solitaria
  • Attività subacquee

Attualmente la presenza di farmaci che hanno questa precisa indicazione (antileucotrieni, es. Montelukast) rappresentano una certezza terapeutica nel controllo di tale fenomeno.

Condizioni sfavorevoli per asma e sport

Esistono alcune condizioni che l’atleta deve considerare prima di effettuare un’attività fisica e che possono favorire la comparsa di crisi asmatiche durante esercizio:

  • Aria fredda e scarsa umidità
  • Presenza di allergeni
  • Infezioni respiratorie recenti
  • Condizioni di stress
  • Eccessivo carico lavorativo
  • Presenza di inquinanti atmosferici, specialmente nei periodi invernali in cui l’inquinamento nelle città può essere particolarmente importante

Proteggersi o evitare queste condizioni rappresenta un’opera di prevenzione imprescindibile nel paziente asmatico.
Estremamente importante risulta essere anche un idoneo riscaldamento pre-gara (almeno dieci minuti) in cui l’atleta effettua brevi sprint ad intensità crescente, intercalati da periodi di recupero di uguale durata, allo scopo di ridurre la probabilità di insorgenza di broncospasmo durante esercizio.
L’allenamento poi deve essere mirato ad elevare la soglia anaerobica e ridurre la ventilazione a parità di lavoro.

Il ruolo dei genitori nell’incoraggiare i figli affetti da asma a praticare uno sport o aumentare l’attività fisica (fosse anche solo skateboarding) è sicuramente fondamentale; a tale proposito, sembra che l’incoraggiamento materno sia maggiormente associato ad una partecipazione dei figli ad attività sportive.

Dott. Biagio POLLA
Specialista in Mal. App. Respiratorio e Medicina dello Sport

Fisiopatologia Respiratoria- Azienda Ospedaliera di Alessandria