Settembre 2018

E se non fosse asma? Ecco l’iter giusto per scoprirlo

I sintomi riconducibili all’asma possono nascondere altre patologie. Ecco perché un adeguato iter diagnostico è fondamentale.

Un team composto da ricercatori dell’Università di Ottawa e dell'Ottawa Hospital Research Institute ha recentemente rivelato che un paziente asmatico su tre potrebbe non soffrire affatto d’asma.
Una notizia importante che tuttavia non è una novità per i medici specialisti, già da tempo attenti a valutare con perizia quando i sintomi specifici dell’asma in realtà sono il segnale di altre patologie.

Lo studio canadese, condotto su 613 adulti a cui era stata diagnosticata l’asma nei cinque anni precedenti, ha sottoposto i pazienti a test di funzionalità polmonare, chiedendo di sospendere la cura farmacologica in occasione delle visite successive per verificare l’efficienza dei polmoni in assenza di trattamento.
Conclusione: 203 partecipanti avevano ricevuto una diagnosi errata.

I sintomi dell’asma possono nascondere altre patologie.

I sintomi peculiari dell’asma sono perlopiù facilmente riconoscibili da qualsiasi medico e persino da buona parte della popolazione.
Ciò che è molto più complesso stabilire è se tali sintomi non siano attribuibili ad altre patologie come ipertensione polmonare, BPCO, malattie cardiache, reflusso gastroesofageo o persino al disturbo più comune dell’epoca in cui viviamo, ossia l’ansia che, ricordiamo, provoca “fame d’aria”, iperventilazione e senso di costrizione toracica.

Effetti della diagnosi sbagliata d’asma.

Una diagnosi errata non solo non consente d’intervenire adeguatamente, nei tempi e nei modi, per curare la reale patologia, ma sottopone a terapie farmacologiche inutili e agli eventuali effetti collaterali ad esse riconducibili.

Come avere una diagnosi certa della patologia asmatica?

L’iter da seguire per giungere a una diagnosi che non lasci dubbi, passa attraverso questi step:

  • Visita medica da uno specialista. Il colloquio e la visita, finalizzati a mettere in luce la tipologia dei sintomi, le modalità di insorgenza e la possibile correlazione tra possibili fattori scatenanti e comparsa della sintomatologia, è il primo e imprescindibile passo.
  • Test di funzionalità respiratoria per confermare l’effettiva “sofferenza” respiratoria; La misura dell’ostruzione del flusso d’aria a livello bronchiale, particolarmente in fase espiratoria, viene eseguita con la spirometria. In caso di presenza di ostruzione respiratoria deve essere eseguito il test di broncodilatazione o reversibilità.
  • In caso invece di assenza di ostruzione può essere eseguito il test di provocazione bronchiale aspecifico che permette di valutare l’eventuale presenza di iperreattività bronchiale aspecifica. Può inoltre essere utile eseguire il dosaggio dell’ossido nitrico esalato (FeNO) che fornisce informazioni sull’entità dell’infiltrato infiammatorio di tipo eosinofilo.
  • Test allergologici per ottenere la diagnosi di causa. Questi test possono essere eseguiti sia in vivo (cioè direttamente sul paziente) come il prick test, sia in vitro (cioè mediante indagini di laboratorio).

Come sempre, è essenziale affidarsi a specialisti, evitare l’autodiagnosi e l’autocura o sottoporsi a test in strutture accreditate. In questo modo sarà possibile non solo escludere la diagnosi di asma in pazienti che hanno altre patologie ma anche, per contro, diagnosticare in modo corretto molti pazienti asmatici che ignorano di esserlo.