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Febbraio 2020

"Allergia" ai tatuaggi: cosa fare?

Da tratto distintivo per specifici gruppi d’individui a moda virale, il tatuaggio ha oggi raggiunto un’enorme diffusione in ogni strato sociale e, possiamo affermare, in ogni parte del corpo. Spesso non si tratta solo di disegni decorativi, ma anche di “interventi” di tipo estetico (contorno labbra, sopracciglia, trucco permanente degli occhi), per coprire cicatrici o altri difetti della pelle e, addirittura, di tatuaggi accidentali o traumatici (non desiderati dal soggetti, ma conseguenti a un incidente).

Tuttavia, a tale estensione del fenomeno coincide l’aumento della casistica di reazioni avverse.

Gli effetti indesiderati dei tatuaggi

Le reazioni avverse al tatuaggio possono essere di tipo acuto, e insorgono nell’immediatezza o nell’arco di pochi giorni dopo l’esecuzione del tatuaggio: infezione asettica dei tessuti, infezioni quali follicoliti, herpes e pio-derma, ematomi, reazioni dei linfonodi, dermatite da contatto. La sintomatologia più comune è rappresentata da prurito (anche molto intenso), edema circoscritto alla porzione di cute tatuata, rash cutanei. A distanza di mesi possono manifestarsi reazioni tardive come le lesioni granulomatose.

Tipologie di tatuaggi maggiormente soggette a manifestazioni allergiche e alle patologie elencate

I tatuaggi non sono tutti uguali in termini di pericolosità. Paradossalmente, quelli che venivano eseguiti prima del proliferare del fenomeno, erano meno forieri di reazioni gravi anche se, di contro, esponevano maggiormente a patologie legate al mancato rispetto delle norme igieniche. La discriminante importante è anche nei colori utilizzati.
Le reazioni ritardate (che costituiscono il 6% delle criticità post tatuaggio) sono prevalenti nei tatuaggi colorati, ossia non esclusivamente neri, soprattutto quando è presente il pigmento rosso. La sfida attuale pare essere trovare inchiostri in grado di scongiurare, o almeno ridurre significativamente, le risposte negative ai componenti dei colori.

Mai tatuare una porzione di cute affetta da patologie

Altro tema spinoso è il fenomeno di decorazione pittorica corporale tesa a “nascondere” patologie della pelle. Il caso più frequente è legato alla vitiligine. Ma c’è anche chi tenta di coprire le manifestazioni della psoriasi o di altre dermatiti, provocando, nel migliore dei casi, un peggioramento della sintomatologia.
Ricordiamo, inoltre, che il tatuaggio può non rendere visibile la comparsa di melanomi, ritardandone o impedendone il riconoscimento, con conseguenze letali.

L’efficacia del patch test

La richiesta di patch test pre tatuaggio è in aumento per verificare eventuali allergie o intolleranze ai pigmenti di norma utilizzati dal tatuatore. Purtroppo è pressoché inutile sottoporsi a un test mancante di predittività: come già detto, la reazione può apparire mesi o anni dopo l’esecuzione del disegno.

Cure

Le reazioni cutanee sono prevalentemente trattate con farmaci corticosteroidi topici, intralesionali o sistemici. Il paziente dovrà evitare l’esposizione ai raggi solari e optare per la rimozione del tatuaggio mediante laser che frantuma e disperde il pigmento (soluzione più indicata).

Controindicazioni

Esistono delle controindicazioni che devono far desistere dal proposito di farsi un tatuaggio:

  • reazione a un precedente tatuaggio di analogo colore
  • famigliarità per allergie comprovate ai pigmenti
  • anamnesi positiva per melanoma
  • sindrome del nevo displastico

Redazione di AsmAllergie